Lo studio analizza l’impatto economico dell’adozione di tecnologie di agricoltura di precisione nella viticoltura, un settore ad alto impiego di input. A differenza di ricerche precedenti, si basa su dati reali e valuta la redditività considerando due operazioni chiave: fertilizzazione e raccolta.
Sono stati confrontati tre modelli di gestione:
- convenzionale (spandiconcime tradizionale e raccolta manuale),
- a bassa innovazione (spandiconcime a rateo variabile e vendemmiatrice semovente),
- ad alta innovazione (tecnologie a rateo variabile e vendemmiatrice selettiva).
I risultati mostrano che il sistema ad alta innovazione è il più redditizio (10.732,82 € per ettaro all’anno), circa il doppio rispetto al metodo convenzionale, grazie alla riduzione dei costi (-66,1%) e all’aumento dei ricavi (+33,6%). Tuttavia, queste tecnologie risultano economicamente sostenibili solo per aziende di dimensioni medio-grandi (oltre 25,81 ha per l’alta innovazione e 16,42 ha per la bassa).
In conclusione, lo studio suggerisce che incentivi pubblici potrebbero favorire l’adozione di queste tecnologie, riducendo le barriere legate agli alti costi iniziali e rendendole accessibili anche ad aziende più piccole.
